Qualità e tracciabilità: strada obbligata per l’olivicoltura ligure

“La vigilanza sui mercati è un’azione essenziale per tutelare non solo i consumatori ma gli stessi produttori di olio” afferma Carlo Siffredi, Presidente del Consorzio di tutela dell’olio DOP Riviera Ligure riferendosi al sequestro di quantitativi di vino e olio presso un’azienda dell’imperiese.

“Come affermiamo da tempo, è importante promuovere l’olio a denominazione di origine Riviera Ligure perché si basa su una certificazione ottenuta dalle CCIAA liguri a fronte di un articolato processo di controllo e certificazione: verifiche in campo, comunicazioni in tempo reale sul prodotto da parte di olivicoltori e frantoiani, gestione contenitori, prelievo e superamento di analisi sensoriali e chimico fisiche” ricorda il Direttore Giorgio Lazzaretti.

L’Olio DOP Riviera Ligure continua a vivere anche dopo la certificazione della qualità e tracciabilità. Infatti con proprie verifiche ispettive nei punti vendita, condotte sulla base di un protocollo d’intesa concordato con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, controlliamo il mantenimento delle caratteristiche qualitative dell’olio affinché il consumatore ritrovi sempre l’eccellenza e continui a scegliere il prodotto tutelato.

“Sono importanti i controlli, sia prima che dopo la certificazione dell’olio DOP Riviera Ligure. E’ questo che ci ha condotto a chiedere all’Unione Europea la registrazione della denominazione di origine protetta sull’olio. Dobbiamo incentivare gli operatori del commercio e della ristorazione a dare forza di mercato a questa strategia su cui come consorzio ci stiamo impegnando da circa 10 anni attraverso la denominazione di origine protetta. E’ la strada obbligata per le piccole produzioni liguri” conclude il Presidente Siffredi.