Olio DOP Riviera Ligure ed Accademia dello Stoccafisso imperiese: un bel matrimonio

A tutto stocche in versione ligure occidentale ! E non può mancare l’olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure. Un connubio certo vincente. L’occasione è di quelle da…leccarsi i baffi. Ed è frutto di una sinergia positiva in ambito ligure. L’Accademia dello Stoccafisso della Provincia di Imperia e delle Alpi Liguri è un primo componente. Si tratta di una realtà che ha come soci fondatori eccellenti tra ristoranti ed associazioni. Capofila è il Comitato San Giovanni e Tradizioni Onegliesi, al quale si deve una delle apoteosi dello stoccafisso all’imperiese in occasione della festività di San Giovanni Battista a giugno in quel di Oneglia. L’attività dell’Accademia è benemerita, con la capacità di indagare e confrontarsi a livello internazionale nella ricchissima arte di cucinare stoccafisso e baccalà. L’incontro con l’olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure è inevitabile. La tradizione di un olio certamente ligure si affianca alla capacità di preparazione di piatti autenticamente territoriali, un tempo legati ai periodi religiosi “di magro” ed a portata di tutte le tasche. L’esordio ufficiale del connubio è previsto in quel di Sant’Omero in provincia di Teramo, in occasione del Festival del baccalà e stoccafisso tra il 10 e il 12 aprile 2015, organizzato in collaborazione con la locale condotta Slowfood. La spedizione imperiese vuole proporre versioni prelibate dello stoccafisso. Si parla dello stoccafisso all’imperiese, ormai De.Co. (denominazione comunale), frutto del recupero lungimirante di una tradizionale ricetta di storiche pescivendole cittadine. E poi la delicatezza del brandacujun, una mantecatura la cui origine rimanda ai secolari rapporti tra Liguria e Provenza. La sfida gastronomica è con Abruzzo, Marche e Puglia. Questo anche a livello di oli. E noi siamo sicuri che l’olio DOP Riviera Ligure sarà ottimo protagonista: con la sua delicatezza e dolcezza esalterà il gusto di un pesce nordico e apparentemente ruvido. E con le stesse prerogative si farà apprezzare nel confronto con gli oli dell’arco adriatico.

A tutto stocche in versione ligure occidentale ! E non può mancare l’olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure. Un connubio certo vincente. L’occasione è di quelle da…leccarsi i baffi. Ed è frutto di una sinergia positiva in ambito ligure. L’Accademia dello Stoccafisso della Provincia di Imperia e delle Alpi Liguri è un primo componente. Si tratta di una realtà che ha come soci fondatori eccellenti tra ristoranti ed associazioni. Capofila è il Comitato San Giovanni e Tradizioni Onegliesi, al quale si deve una delle apoteosi dello stoccafisso all’imperiese in occasione della festività di San Giovanni Battista a giugno in quel di Oneglia. L’attività dell’Accademia è benemerita, con la capacità di indagare e confrontarsi a livello internazionale nella ricchissima arte di cucinare stoccafisso e baccalà. L’incontro con l’olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure è inevitabile. La tradizione di un olio certamente ligure si affianca alla capacità di preparazione di piatti autenticamente territoriali, un tempo legati ai periodi religiosi “di magro” ed a portata di tutte le tasche. L’esordio ufficiale del connubio è previsto in quel di Sant’Omero in provincia di Teramo, in occasione del Festival del baccalà e stoccafisso tra il 10 e il 12 aprile 2015, organizzato in collaborazione con la locale condotta Slowfood. La spedizione imperiese vuole proporre versioni prelibate dello stoccafisso. SI parla dello stoccafisso all’imperiese, ormai De.Co. (denominazione comunale), frutto del recupero lungimirante di una tradizionale ricetta di storiche pescivendole cittadine. E poi la delicatezza del brandacujun, una mantecatura la cui origine rimanda ai secolari rapporti tra Liguria e Provenza. La sfida gastronomica è con Abruzzo, Marche e Puglia. Questo anche a livello di oli. E noi siamo sicuri che l’olio DOP Riviera Ligure sarà ottimo protagonista: con la sua delicatezza e dolcezza esalterà il gusto di un pesce nordico e apparentemente ruvido. E con le stesse prerogative si farà apprezzare nel confronto con gli oli dell’arco adriatico.