Azienda Agrituristica Lo Scoiattolo

Azienda Agrituristica Lo Scoiattolo
Azienda Agrituristica Lo Scoiattolo
Frazione Verrandi 1 18039 Ventimiglia
3409851539

Giovani, giovani, giovani, ma con i piedi per terra, anzi, radicati sul territorio e forti dell’impegno fattivo delle componenti più mature della famiglia. Federico Aprosio è un ligure vero, con tutti i crismi di una storia familiare rivelata dal cognome: in età romana, nel territorio di Ventimiglia, c’era già una gens,, una parentale familiare, gli scozzesi direbbero clan. Erano gli Apronii. E di qui si arriva ad oggi ed agli Aprosio. La radice del nome è aper, il cinghiale: presente sul territorio, simbolo per le popolazioni autoctone delle Alpi liguri e marittime. Con questi crismi, non poteva essere che vita in campagna. Federico Aprosio appartiene ad una famiglia originaria di Vallecrosia. Il padre ha fatto una scelta di vita, con l’acquisto di terreni a Verrandi, storica frazione di Ventimiglia. Ha scommesso sul mondo rurale quando questo veniva abbandonato. E ci si sente di dire che aveva ragione, consegnando alla famiglia una realtà in espansione, per quanto ormai affermata. Nasce così l’agriturismo Lo Scoiattolo, che è il fulcro di un sistema agricolo che ha le sue eccellenze nel vino Rossese e ora anche nell’olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure, menzione Riviera dei Fiori. Verrandi è uno dei tanti piccoli centri che popolano l’agro intemelio. Terreni che sono stati messi a coltura fin dalla colonizzazione romana, anche se Verrandi è un abitato virilocale, cioè legato alla prima fondazione di una parentela familiare, i Verrando, appunto.

In questo angolo di Liguria verticale, ma vicino ai grandi flussi di carattere turistico, anche legati al vicino mondo francese e monegasco, si apprezzano l’impegno di Federico Aprosio. Ascoltarlo è piacevole, perché con animo appassionato ricorda il fatto di aver preso in mano l’azienda di famiglia, nei terrazzamenti presso l’agriturismo. E se la cucina è il regno di mamma e nonna, l’approvvigionamento è legato all’impegno di Federico. Lui ricorda le sue campagne olivate: quelle recuperate, quelle rimesse a coltura con l’impianto di nuovi olivi. Questo impegno piace, perché è il futuro, è un obiettivo, un esempio per molti giovani, una missione che è anche quella del Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Riviera Ligure. La salute del territorio passa anche attraverso persone come Federico. Nomina le sue campagne ed ogni terreno ci racconta una storia: Ubagu. Zizora, Canavaire. Ogni nome di luogo è un racconto: la campagna su di una sponda collinare non solatia, la campagna dove c’erano le giuggiole, oggi frutto quasi dimenticato e infine quella che fa riferimento ad una coltivazione della canapa Cannabis sativa, nel Medioevo ed oltre molto diffusa in Liguria occidentale: nel tempo, la preponderante coltura dell’olivo ha ridimensionato una produzione agricola che offriva materia prima alle tessitrici del circondario ed alla fabbricazione di corde navali. Una realtà che è ricordata con attenzione, ad esempio, dall’indagine statistica che il farmacista francese Francois Emmanuel Fodéré aveva compiuto nel 1803 nel contesto della ricognizione territoriale voluta dall’Impero francese e successivamente pubblicata. E che parla anche di canapa, certo, ma tanto di olivi, anche a Ventimiglia. E quindi ci ricorda, sempre e comunque, il lavoro di Feerico Aprosio, l’uomo che pianta (per davvero) nuovi olivi. Merita andarlo a trovare, perché ha scelto, come altre dimensioni agrituristiche, la strada della qualità e della garanzia per i propri clienti.