A differenza della scorsa annata olivicola in cui nell’oliveto dimostrativo di Lucinasco sono stati ottenuti 2.514,00 kg di olive per 352,00 kg. di olio, in questa annata 2025/2026 ci siamo attestati su valori decisamente più bassi: 498 kg di olive dalle nostre 137 piante con una produzione pari a 105,00 kg di olio.
L’inverno 2025-2026 ha mostrato finora due facce opposte: fino ai primi giorni di dicembre le temperature sono state superiori alla media e le precipitazioni scarse, mentre le successive settimane hanno visto un incremento delle piogge e un calo termico che perdura tuttora. Questo andamento climatico ormai consolidato negli ultimi anni accentua gli effetti dell’alternanza produttiva tipica dell’olivo.
Entro la metà di febbraio l’attività vegetativa riprenderà gradualmente, pertanto, è necessario procedere alla fertilizzazione per rifornire la pianta di elementi che saranno necessari per la nuova stagione, in particolare quelli meno mobili come il fosforo e quelli più facilmente traslocabili come il potassio oltre che procedere alla ricostituzione delle riserve azotate.
Un recente studio effettuato dalla Regione Liguria – Servizi alle imprese agricole e florovivaismo – CAAR Laboratori Sarzana sul “Monitoraggio stato nutrizionale oliveti liguri” (presentato il 2 dicembre 2025) ha messo in luce alcuni aspetti legati alla nutrizione; sono stati raccolti 129 campioni di foglie sul territorio regionale (di cui 36 in provincia di Imperia) che sono stati sottoposti ad analisi chimica per determinare il contenuto in macro e microelementi, al fine di confrontare tali livelli con quelli di riferimento per la coltura.

Fig. 1. Risultati dell’analisi fogliare su 129 campioni (S. Pini, F. Grillo, P. Panesi, F. Spagnoli – sia.regione.liguria.it)
Se le dotazioni degli elementi principali (azoto, fosforo, potassio) appaiono generalmente nella media, i microelementi sembrano invece presenti in concentrazioni inferiori; in alcuni casi se ne denota una vera e propria carenza.
I livelli di boro, ferro e manganese appaiono insufficienti nella maggior parte dei campioni analizzati in tutta la regione; il boro risulta essere un elemento fondamentale per l’allegagione e per la fertilità del polline di olivo e nei casi di carenza si ha una elevata produzione di fiori che però porta ad una scarsa produzione di olive (fenomeno della colatura). Una distribuzione di boro e prodotti a base di amminoacidi prima della ripresa vegetativa (le gemme a fiore compaiono a fine inverno) contribuisce a migliorare la corretta formazione degli organi fiorali, mentre nella tarda primavera l’impiego del boro migliora l’allegagione.
L’efficacia della distribuzione dei fertilizzanti e dei biostimolanti effettuata in questo periodo è più elevata se fatta con leggera lavorazione del terreno che, come già descritto in una precedente pillola, contribuisce anche a contrastare alcuni parassiti (oziorrinco, insetti a ciclo lungo quali alcuni coleotteri e anche le generazioni svernanti della mosca olearia).
Al momento non sono stati osservati fenomeni rilevanti di caduta foglie che sarebbero un indice di condizioni di stress abiotico (non causato da parassiti); in una sempreverde come l’olivo, la caduta delle foglie che hanno terminato il loro ciclo di vita avviene tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate. Le cause sono da ricercare negli sbalzi termici e nell’alternanza tra periodi secchi e periodi umidi e nell’alterazione del normale ciclo ormonale, ai quali si possono sommare gli effetti dell’occhio di pavone e della rogna.
Per chi volesse approfondire:
Click to access SRH06_Liguria_analisi_fogliari_concimazione_olivo_2dic25.pdf



