Il brandacujun non si gira con il cucchiaio. Si brandeggia.
Il nome lo dice chiaramente: deriva da brandare, scuotere.
Un gesto antico, fisico, quasi rituale, che racconta più di mille parole cos’è davvero questo piatto simbolo della cucina ligure.
Una ricetta di mare, di fatica e di tecnica
Il brandacujun nasce dall’incontro tra stoccafisso e patate, uniti non dalla forza delle lame ma da quella delle braccia.
Niente frullatori, niente scorciatoie: solo una casseruola chiusa e movimenti decisi, avanti e indietro, fino a ottenere una consistenza cremosa ma irregolare, viva. È una ricetta povera negli ingredienti, ma ricchissima di tecnica.
E come spesso accade nella cucina ligure, è proprio la semplicità a pretendere la massima attenzione.
Il brandacujun secondo Paolo, Chef di Zupp
A raccontare (e preparare) questo piatto è Paolo, Chef di Zupp, che sceglie di rispettarne l’essenza:
tempi lenti, gesti giusti, equilibrio assoluto.
Nel brandacujun non c’è spazio per eccessi o sovrapposizioni di sapore. Ogni ingrediente deve restare riconoscibile ma parte di un insieme.
Un olio che lega tutto senza coprire nulla
Ed è qui che entra in gioco l’elemento chiave.
Non un semplice condimento ma un ingrediente strutturale.
Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure DOP 🌿
è l’olio che lega tutto senza coprire nulla:
armonizza stoccafisso e patate, accompagna senza invadere, completa senza dominare.
👉 E per sapere che è davvero DOP, tutelato, certificato, garantito, cerca sempre il collarino giallo.
Perché anche in un piatto fatto di pochi elementi, la qualità fa tutta la differenza.
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