Lo sapevi che a La Spezia la mesciua nasce di nascosto?
Tra il porto e le case, tra il lavoro duro e l’ingegno quotidiano, le donne raccoglievano le granaglie cadute dai sacchi durante il carico e lo scarico delle navi. Chicchi sparsi, legumi mescolati, quello che restava a terra e che nessuno reclamava. Nulla andava sprecato. Con pazienza e creatività, quei piccoli avanzi diventavano una zuppa calda, sostanziosa, capace di sfamare e di raccontare una storia.
Così nasce la mesciua: un piatto del territorio, vero, essenziale, profondamente legato alla cultura spezzina. Cereali e legumi cucinati insieme, senza fronzoli, senza regole rigide, se non quella del buon senso e della necessità. Una cucina povera solo nel nome, perché ricca di significato, di memoria e di sapore.
Paolo, chef di Zupp, ce la prepara come vuole la tradizione. Lenta, confortante, buonissima. Una cottura che rispetta i tempi degli ingredienti, che non forza, che accompagna. La mesciua non ha bisogno di essere corretta o reinterpretata: ha bisogno solo di attenzione, di gesti misurati, di rispetto per ciò che rappresenta. Ogni cucchiaio parla di un passato fatto di lavoro, di resilienza, di intelligenza domestica.
E come in tutte le ricette essenziali, arriva un momento in cui basta poco per fare la differenza. Un solo ingrediente capace di legare tutto senza coprire nulla: Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure DOP. Delicato, equilibrato, perfetto per accompagnare cereali e legumi senza sovrastarne il gusto. Un olio extravergine di oliva che non ruba la scena ma la completa, proprio come deve fare quando la qualità è autentica.
Anche qui c’è un dettaglio che racconta più di mille parole: il collarino giallo. È lui a garantire che quell’olio è davvero DOP, tutelato, certificato, garantito. Un segno concreto che parla di territorio, di tradizione e di scelte consapevoli. Perché la mesciua non è solo una zuppa: è una storia di ingegno e rispetto che continua, ancora oggi, a scaldare.



