Se l’acqua a disposizione è limitata o l’oliveto si trova in condizioni di pendenza (agricoltura estrema), l’irrigazione tradizionale da sola non basta o non è attuabile. Dalla sperimentazione arrivano due alleati: la ritenzione passiva dell’acqua e la protezione termica della chioma.
1. L’Irrigazione “passiva” con le cartucce a biochar
Nelle zone dove l’acqua scarseggia o ruscella via senza penetrare, una soluzione innovativa consiste nell’interrare speciali cartucce a biochar.
- Il biochar è un carbone vegetale altamente poroso che si comporta come una spugna permanente nel terreno.
- Si creano da uno a quattro punti di raccolta per pianta, sfruttando il piano inclinato del terreno per convogliare l’acqua piovana o di ruscellamento direttamente verso le cartucce, che vengono poi raggiunte dalle radici.
- Il biochar trattiene l’acqua, rilasciandola nel momento del bisogno.
2. L’Imbiancamento della chioma: caolino o amido
Per difendere l’olivo dalle temperature elevate di luglio e agosto, dobbiamo letteralmente applicare una “crema solare” protettiva sulla pianta tramite trattamenti fogliari filmogeni.
- Il Caolino (concentrazione al 3-5%): Crea una barriera fisica di colore bianco latte sulle foglie e sulle olivette. Questo velo riflette i raggi infrarossi, abbassa la temperatura interna della chioma anche di 4-5 °C e riduce drasticamente l’evapotraspirazione. La pianta soffre meno il caldo e non va in blocco vegetativo.
- L’Amido: Svolge un’azione simile di mascheramento e protezione termica, creando una pellicola biodegradabile che limita la perdita d’acqua per traspirazione senza soffocare gli stomi fogliari.
In Sintesi
È importante abbinare il piano di irrigazione frazionata di soccorso e gli interventi nutrizionali con biostimolanti (Pillola 1) a un trattamento di imbiancamento precoce a inizio estate. Se si opera in asciutta o in forte pendenza, è possibile prevedere l’inserimento di cartucce a biochar per trattenere e rilasciare gradualmente l’acqua.

Foto Cartucce a biochar



