La mappatura satellitare integrata con Intelligenza Artificiale stima il potenziale produttivo storico della Liguria in 29.272 ettari (circa 8,78 milioni di piante), dislocati in massima parte su versanti collinari terrazzati. Questa orografia svolge un ruolo cruciale nella fornitura di servizi ecosistemici, stabilizzando i pendii e tutelando il paesaggio. Tuttavia, le criticità gestionali e climatiche hanno determinato un tasso di abbandono prossimo al 45%, con oltre 13.000 ettari non più coltivati. La superficie attiva si attesta a 16.245 ettari, concentrati per lo più nel Ponente Ligure, con la Provincia di Imperia (e la Valle Impero in particolare) che funge da epicentro produttivo. Di questi, solo 2.427 ettari sono iscritti per la produzione di Olio Extravergine di Oliva DOP Riviera Ligure (quasi il 90% in provincia di Imperia). Conoscere esattamente questa distribuzione spaziale è il primo passo per i decisori politici per la messa a punto di strategie di sostegno al comparto e per i tecnici per pianificare interventi di recupero e indirizzare le tecniche agronomiche verso la resilienza del nostro agroecosistema. Rilanciare e tutelare i 16.245 ettari attivi e soprattutto i preziosi 2.427 ettari che sono controllati per la produzione dell’Olio Riviera Ligure DOP e delle Olive taggiasche liguri IGP è vitale per difendere la salute, la bellezza e l’economia del nostro territorio. Attraverso la scelta da parte del consumatore di queste due produzioni IG, che offrono la garanzia di origine e qualità certificata, possiamo aumentare gli oliveti coltivati e contribuire alla sostenibilità del territorio.



