L’incremento dell’umidità in tutte le stagioni dell’anno e gli sbalzi termici favoriscono l’insorgenza di fitopatie causate da funghi e da batteri:
- Occhio di Pavone (Spilocaea oleagina): Responsabile di gravi defogliazioni e di necrosi del peduncolo della drupa. I tecnici possono diagnosticare le infezioni latenti già in estate immergendo le foglie in NaOH al 5%. La difesa prevede sfoltimento della chioma e l’uso oculato di prodotti rameici, il cui limite di legge è fissato a 4 kg/ha per anno.
- Lebbra (Colletotrichum spp.): Mummifica le olive alterando profondamente la qualità dell’olio (elevata acidità). Per il momento poco diffusa in Liguria, le infezioni rimangono in forma latente fino all’invaiatura.
- Rogna dell’olivo (Pseudomonas syringae pv. savastanoi): Batterio che penetra attraverso ferite meccaniche (grandine, potature, ferite da raccolta con abbacchiatore), producendo fitormoni che generano tubercoli ipertrofici (ipertrofie cataplastiche) e possono arrivare a rallentare il movimento di acqua e nutrienti nei vasi linfatici, fino ad arrestarlo. La prevenzione si attua evitando traumi fisici e disinfettando gli attrezzi e le ferite con prodotti, per esempio, a base di rame.
- Colpo apoplettico (es. Verticilliosi): Tracheomicosi a rapido decorso sistemico che blocca il flusso linfatico, causando disseccamento improvviso di intere branche.




