Irrigare l’olivo in Liguria – Quando “il contenitore” è troppo piccolo.
Il limite del “Franco di coltivazione”
I suoli vocati all’olivicoltura in Liguria sono ricchi di scheletro e molto superficiali, con una profondità esplorabile dalle radici di soli 40-50 cm. Questa conformazione fisica comporta una Capacità di Ritenzione Idrica bassissima: in un terreno sabbioso, il valore ottimale di acqua trattenuta (Capacità di Campo) è di soli 0,15 cm³/cm³, contro gli 0,44 di un suolo argilloso. I nostri terrazzamenti sono, di fatto, dei “contenitori d’acqua” estremamente piccoli.
L’irrigazione non è più un optional, ma un soccorso vitale
I modelli del CAAR confermano che in estate il fabbisogno della pianta arriva al 150-200% del valore medio giornaliero. Assicurare la “Full Irrigation” (pieno fabbisogno) a tutta la regione richiederebbe oltre 66 milioni di metri cubi d’acqua, un volume enorme. La strategia vincente, convalidata dalla ricerca scientifica (es. García-Tejero et al., 2010), è l’Irrigazione Deficitaria Regolata (RDI) o l’irrigazione di soccorso.
Consigli Pratici per la gestione idrica:
- Quando irrigare: Non aspettate che il suolo sia polvere. L’irrigazione deve partire prima che il depauperamento scenda sotto il 60-70% della riserva idrica disponibile.
- Quanto irrigare: L’obiettivo in estate non è fare rese record, ma salvare il frutto. Fornire 60-90 litri per pianta a settimana tramite microirrigazione (goccia o subirrigazione) è sufficiente per mantenere il turgore cellulare ed evitare la cavitazione del picciolo.
- Lavorare sul suolo: Aumentare in modo massiccio l’apporto di sostanza organica (fino a 15 t/ha) trasforma il terreno in una spugna, ritardando l’esaurimento delle scorte.
Nella prossima newsletter di ottobre affronteremo il tema Strategie di Mitigazione e Check-list per il Campo.



