Nella “pillola” precedente abbiamo trattato la raccolta dei dati dai sensori nell’ambito del progetto “Drupe – Decision support system based on in-situ and aeRial spectroscopy and distribUted network of heterogeneous sensors for the Production of olivEs” finanziato dal Programma Regionale FESR 2021-2027”. A cosa servono i dati raccolti? Lo scopo di avere a disposizione questa enorme quantità di informazioni è quello di supportare le decisioni degli olivicoltori e guidare le scelte operative, dall’irrigazione alla difesa, dalla potatura alla concimazione.
Dopo l’incontro finale del progetto del 25 febbraio i partner lavorano alla costruzione di modelli analitici (DSS appunto) che consentono di adattare gli interventi e definire scelte strategiche relative alle attività agricole, integrando i molteplici dati raccolti a livello locale per fornire indicatori di rischio o raccomandazioni di intervento. E’ sempre più importante raccogliere i dati a livello di singolo oliveto, così da poter adattare le scelte alla propria realtà.
Ma come fare a collegare il modello analitico, complesso e articolato, all’utente finale? Sono necessarie le interfacce di programmazione (API – application programming interface) che consentono di tradurre la mole di dati in indicazioni semplici da poter applicare immediatamente utilizzando la rete internet.
L’elaborazione del modello e dell’interfaccia costituiscono la parte più delicata dell’intero processo, attualmente in corso e focalizzato a supportare gli agricoltori nelle decisioni su numerose problematiche, tra le quali spicca la gestione della cascola estiva delle olive. Si tratta di un fenomeno complesso derivante da una combinazione di fattori ambientali, pedologici (terreno) e fisiopatologici (stress ambientali e parassiti).
L’analisi preliminare dei dati evidenzia tre concause principali di questo fenomeno.
Il primo sono gli stress da freddo primaverili nella fase di fioritura che possono causare l’aborto del polline che può portare alla formazione di drupe di piccolissime dimensioni o prive di seme (partenocarpia). Allo stesso tempo temperature basse in fioritura determinano anche un ritardo nell’accrescimento del frutto e una maggiore sensibilità alla successiva carenza idrica.
Nel periodo estivo l’assenza di precipitazioni e temperature superiori ai 30°C sono i fattori principali della cascola estiva.
Il terzo fattore riguarda l’osservazione termografica che mostra un massiccio accumulo di calore nella drupa dell’olivo rispetto alle foglie, in virtù di una riflettanza solare inferiore e una limitata capacità di dissipazione del calore per convezione, portando a temperature superficiali molto elevate che ne favoriscono il distacco.
Risulta quindi fondamentale riuscire ad intervenire tempestivamente al verificarsi delle condizioni predisponenti, considerando che le principali linee di intervento riguardano il periodo primaverile e quello estivo.
In primavera si lavora all’applicazione di trattamenti a base di boro per migliorare la vitalità del polline, la protezione delle parti del fiore (in particolare il pistillo) dagli sbalzi termici, il miglioramento dell’allegagione e in generale il miglioramento della nutrizione della pianta e della sua capacità di reazione agli stress ambientali.
In estate diventa fondamentale lavorare sull’irrigazione sia in termini generali che di irrigazione in deficit, nonché l’applicazione di metodi per ridurre l’evapotraspirazione e abbassare la temperatura in chioma (ad esempio caolino).
Una seconda problematica oggetto di studio è la gestione degli attacchi di occhio di pavone ed in particolare gli attacchi invernali che restano “larvati” e quindi asintomatici per lungo tempo, favoriti dalle condizioni climatiche invernali miti che aumentano la sopravvivenza e lo sviluppo del fungo nei tessuti fogliari che prospera tra i 7 e i 10°C.
Essa quindi si diffonde in modo non sintomatico attraverso la dispersione delle spore asessuate (conidi) che si sono sviluppati sugli organi infettati in precedenza che vengono trasportati principalmente dal vento e dalla pioggia sugli organi sani della pianta. Le caratteristiche macchie dapprima bruno-grigiastre e poi gialle compaiono nei periodi più caldi.
Nell’oliveto dimostrativo saranno possibili due strategie: una “classica” basata sull’uso del rame e una più innovativa, basata sull’impiego di batteri antagonisti.

Fototrappola sperimentale Ultra HD per mosca olearia



